Passare a Linux è facile.

Chi è abituato ad usare un sistema operativo “a finestre” come Microsoft Windows o Apple macOS si troverà subito a suo agio con Linux. Io propongo di norma ai miei utenti l’installazione di Linux Mint con l’ambiente Desktop Cinnamon. Dopo l’installazione e l’avvio del sistema, il novizio di Linux si troverà davanti ad un Desktop (o Scrivania) molto simile a quello che era abituato ad usare in precedenza. Lorganizzazione in finestre e cartelle è esattamente la stessa che negli altri sistemi operativi.

Cartella Home: contiene tutti i documenti di un determinato utente del PC, organizzati in cartelle tematiche.

Linux Mint “Cinnamon” dispone di una Barra delle Applicazioni (Taskbar) molto simile a quella di Microsoft Windows. A partire dalla versione 19.1 di Linux Mint, la Barra delle Applicazioni viene impostata per default con uno stile moderno, simile a quello usato da Windows 7 in poi, con una serie di icone corrispondenti alle Applicazioni che sono state aperte oppure fissate in modo permanente sulla Barra stessa. Al passaggio del puntatore su una determinata icona di Applicazione, appaiono automaticamente le miniature di tutte le finestre aperte di quella Applicazione (un piccolo numero sovrapposto all’icona dell’Applicazione indica quante sono le finestre aperte di quella Applicazione).

    
Barra delle Applicazioni (Taskbar) con lo stile Moderno (usato da Windows 7 in poi).

Per chi lo preferisce, la Barra delle Applicazioni può essere impostata anche con lo stile tradizionale di Linux Mint, simile a quello utilizzato nelle versioni di Windows fino a Windows XP, dove compaiono sulla Barra i pulsanti che corrispondono a tutte le singole finestre aperte, senza raggruppare le finestre in base all’Applicazione di appartenenza: quando il puntatore si trova al di sopra di un pulsante, appare la miniatura della finestra relativa.

    
Barra delle Applicazioni (Taskbar) con lo stile Tradizionale (usato fino a Windows XP).

Sulla sinistra della Barra delle Applicazioni è visibile un menù Mint molto simile al menù Start di Microsoft Windows (ma organizzato in modo più semplice e chiaro).

    
Menù Principale di Linux Mint.

Per il nostalgici del macOS è anche possibile installare un Dock molto simile a quello usato dal sistema operativo Apple.

    
Nell’illustrazione il Dock è posizionato sul lato inferiore, come nell’Apple macOS, ma può essere posizionato su uno qualsiasi dei quattro lati dello schermo.

Con il Passaggio a Linux, quindi, non si devono cambiare le proprie abitudini di utilizzo del PC: si possono tranquillamente mantenere tutte le abitudini consolidate, trasferendole in un ambiente nuovo ma familiare, dove le vecchie abitudini si adatteranno facilmente ed in modo del tutto naturale.

Di fatto, passare a Linux può essere perfino più facile che adattarsi ad una versione aggiornata del sistema operativo che si è abituati ad usare, come ad esempio passare da Windows 7 a Windows 10 o da OS X 10.9 “Mavericks” a OS X 10.11 “El Capitan”, data l’abitudine di Microsoft e di Apple di rivoluzionare periodicamente l’esperienza utente dei loro sistemi operativi, in modi non sempre felici.

Per passare a Linux è dunque sufficiente installare questo nuovo sistema operativo al posto di quello che si usa attualmente? Non esattamente: ci sono almeno due importanti questioni che meritano attenzione prima di fare il Passaggio.

La prima questione è il controllo dei formati dei files che compongono il proprio archivio di documenti digitali, che va trasferito in ambiente Linux evitando problemi di compatibilità. La buona notizia è che molto probabilmente il vostro archivio di documenti digitali sarà costituito per la maggior parte da files in formati di tipo “universale” o “multi-piattaforma”, che possono essere facilmente aperti e gestiti dalle applicazioni presenti in qualsiasi sistema operativo sul mercato. Questo è vero ad esempio per i più diffusi formati dei files di tipo immagine, come JPG/JPEG, PNG, TIFF, o per un formato universale come il PDF di Adobe: in questi casi non c’è nessun problema nel passare a Linux. La stessa cosa si può dire per tutti i più diffusi formati video (AVI, MP4, MKV, ecc.) e audio (MP3, AIF, WAV, ecc.) dato che possono essere tutti perfettamente letti e riprodotti da un’applicazione open-source e multi-piattaforma come VLC (installata per default in Linux Mint). Per la riproduzione dei files video e audio in Linux esiste comunque un’ampia scelta di programmi, compatibili con tutti i maggiori formati.

Qualche problema può esistere invece per i files nei formati detti “proprietari” cioè compatibili solo con determinate applicazioni commerciali. L’esempio tipico in questo caso sono i formati del pacchetto gestionale da ufficio Microsoft Office: i formati DOC/DOCX, XLS/XLSX, PPT/PPTX, ecc. non sono formati di tipo “universale” ma sono legati strettamente all’applicazione che li ha creati (MS Word, Excel, PowerPoint, ecc.). In questo caso specifico però la buona notizia è che in ambiente Linux esiste da tempo un pacchetto gestionale da ufficio, analogo a Microsoft Office ma gratuito ed open-source, che è compatibile con tutti i formati di file di MS Office: si tratta del ben noto LibreOffice, installato per default in tutte le maggiori versioni di Linux, compreso Linux Mint. Ma potrebbe accadere che abbiate usato in passato regolarmente un programma che usa un formato di file “proprietario” che non è compatibile con altri programmi simili: per fare un esempio, se avete usato il programma di grafica Pixelmator (Apple macOS), potreste avere numerosi file nel formato “proprietario” di questo programma, il formato PXM. Questo formato non è compatibile con altri programmi di grafica disponibili in ambiente Linux e deve essere convertito in un diverso formato “universale” (PNG, JPG, ecc.) prima di poter essere trasferito con successo in Linux. Per fortuna, lo stesso Pixelmator offre la possibilità di convertire i propri files in un’ampia gamma di formati “universali”, e in caso di bisogno esistono anche degli strumenti online per fare la conversione, in assenza del programma “proprietario” originale.

La seconda questione da tenere ben presente prima del Passaggio a Linux, è strettamente legata alla prima ed è quella dell’insieme delle applicazioni (dotazione software) che siete abituati ad usare: è necessario verificare che in ambiente Linux ed open-source esistano programmi equivalenti a quelli che usavate prima, non solo per assicurare la compatibilità con i formati di file, come già detto, ma anche per garantire la continuità del vostro flusso di lavoro, trasferendolo in ambiente Linux senza perdite né penalizzazioni di alcun genere. Si tratta cioè di assicurarsi che con Linux possiate svolgere tutto il lavoro che facevate prima con un sistema operativo commerciale. Per quanto riguarda gli utilizzi più comuni e generali del PC il problema non esiste, perché Linux viene già distribuito con una dotazione software incorporata molto ricca. In Linux Mint in particolare, insieme al sistema operativo si installano per default anche un browser web (Mozilla Firefox), un programma di posta elettronica (Mozilla Thunderbird), un pacchetto gestionale da ufficio (l’ottimo LibreOffice), un programma di grafica avanzata (GIMP, equivalente di Adobe Photoshop), un programma di riproduzione video (VLC) e molto altro, come ad esempio i programmi di utilità per la lettura dei file PDF, per la riproduzione audio e musicale, per la gestione dei CD/DVD e delle chiavette USB, per il Backup del sistema, ecc. Linux Mint in questo senso è davvero una soluzione di produttività digitale “chiavi in mano”.

Nel caso in cui il vostro flusso di lavoro richieda l’utilizzo di software specializzato per compiti specifici, nella maggior parte dei casi è possibile trovare degli equivalenti per l’ambiente Linux altrettanto validi di quelli commerciali. Ad esempio, nel caso facciate uso di software per il montaggio video digitale, esistono delle soluzioni software analoghe per Linux (in questo caso esiste addirittura un’intera versione di Linux costruita appositamente per le esigenze di elaborazione avanzata di grafica e video: Linux Ubuntu Studio). Anche nel caso in cui facciate uso di software di tipo CAD (Computer Aided Design) si possono trovare delle soluzioni adatte a Linux. Ma per poter mettere a punto una soluzione Linux completa e di sicura efficacia è necessario un certo lavoro di preparazione iniziale e di analisi del flusso di lavoro che si vuole trasferire in ambiente Linux.


Per facilitare al massimo il Passaggio a Linux, ho messo a punto una speciale Roadmap che ritengo adatta sia per chi usa il computer a livello individuale (professionisti, free-lancer, studenti, ecc.) sia per ambienti di lavoro collaborativo di piccola-media azienda. Si tratta quindi di una Roadmap appropriata per tutti quei contesti che rientrano nella categoria indicata con l’acronimo SOHO (Small Office/Home Office).