PREMESSA:
Strategia, Pianificazione & Economia.

Il modo migliore di fare il Passaggio a Linux è di non farlo affatto.

Spieghiamo meglio questa affermazione, apparentemente paradossale in un sito web dedicato appunto al Passaggio a Linux.

Fare il Passaggio a Linux significa di solito trasferire il proprio lavoro informatico dal sistema operativo che si sta usando attualmente (nella stragrande maggioranza dei casi Microsoft Windows) ad una piattaforma basata su sistema Linux. Questa è già una scelta di per sé antieconomica, in quanto il sistema operativo Windows, che andremo a sostituire con Linux, lo abbiamo già pagato al momento dell’acquisto del nostro PC, dato che il prezzo di un computer con Microsoft Windows preinstallato comprende anche il costo della Licenza d’uso Microsoft. Sostituendo Windows con Linux quindi, buttiamo via un prodotto che abbiamo comunque pagato.

La strategia migliore per chi voglia utilizzare Linux, non è quella di installare questo sistema operativo su un computer che contiene già Microsoft Windows, ma di fare la scelta di Linux prima dell’acquisto del computer. In tal modo si potrà approfittare delle varie opportunità di acquisto, presenti sul mercato, di computer privi di Microsoft Windows preinstallato e quindi venduti ad un prezzo ribassato, senza il costo aggiuntivo della Licenza d’uso Microsoft. In genere la riduzione di prezzo che si ottiene in questo modo si aggira intorno ai cento euro. Si tratta quindi di un risparmio importante da tenere in considerazione prima dell’acquisto di uno o più computer, e che può incidere in modo significativo sul proprio budget, ad esempio nel caso di una Startup che intenda avviare un’attività basata su un parco macchine di 5 o 6 computer.

Una delle motivazioni principali per scegliere Linux è certamente quella del risparmio sui costi del software, sistema operativo compreso. Per questo motivo, pianificare in anticipo un intero sistema informatico, composto da un certo numero di computer acquistati senza l’aggravio del costo delle licenze Microsoft (incluso nel prezzo di listino delle macchine con Windows preinstallato), rappresenta già una prima importante voce di risparmio in una strategia di Passaggio a Linux. A questa prima voce di risparmio, andranno poi aggiunte anche quelle relative ai costi dei pacchetti applicativi, come ad esempio Microsoft Office, che andremo a sostituire con i loro equivalenti open-source e gratuiti (ad es. LibreOffice). Anche per quanto riguarda i pacchetti applicativi, con una buona pianificazione iniziale della nostra Strategia Linux, si possono ottenere risparmi molto consistenti, specialmente nel settore dei software dedicati e specializzati (es. montaggio video digitale, grafica vettoriale, ecc.).

Con un certo ritardo, anche in Italia i rivenditori e le catene di distribuzione si stanno adeguando alle esigenze diversificate degli utenti, ed offrono, accanto ai soliti PC e Notebook con Microsoft Windows preinstallato, anche macchine prive di sistema operativo, o contenenti un sistema operativo minimale e gratuito come FreeDOS. Alcuni rivenditori offrono anche macchine con Linux preinstallato. Perfino su Amazon si possono trovare alcune offerte interessanti, basta inserire nel campo di ricerca dei prodotti: “pc senza sistema operativo”. Tra i marchi maggiori che offrono soluzioni Linux preinstallate troviamo ad esempio Dell.

Ma il Passaggio a Linux può essere molto conveniente, dal punto di vista economico, anche per ambienti lavorativi che fanno già uso di computer basati su Microsoft Windows.

Dalle statistiche risulta che in grande maggioranza gli utilizzatori del sistema operativo Microsoft fanno ancora uso di Windows 7, e non hanno approfittato dell’anno di “grazia” (dall’agosto 2015 al luglio 2016) durante il quale era possibile aggiornare gratuitamente Windows 7 a Windows 10. Prima o poi però, tutti questi utilizzatori di Windows 7 dovranno decidersi ad aggiornare il loro sistema operativo o le loro macchine, e per poterlo fare dovranno affrontare dei costi non indifferenti. Se decidono di aggiornare solo il sistema operativo, dovranno acquistare tante licenze di Windows 10 quante sono le macchine da aggiornare. Se decidono di aggiornare anche il parco macchine, al costo delle licenze Microsoft andrà aggiunto quello dei nuovi computer. In una situazione come questa, l’opportunità di fare il Passaggio a Linux offre unalternativa interessante, in termini di contenimento dei costi. Si può aggiornare il sistema operativo in tutti i propri computer, installando al posto di Windows un sistema operativo moderno e sicuro come Linux, senza alcun costo di licenze software. Linux è perfettamente compatibile anche con computer piuttosto datati, che dall’aggiornamento a Linux possono sicuramente trarre un beneficio in termini di performance rispetto a quanto si otteneva con Windows 7, tornando ad essere produttivi. Se invece si decide di acquistare nuovi computer, si possono scegliere macchine che non abbiano Windows preinstallato, risparmiando sul prezzo di acquisto, ridotto del costo delle licenze Microsoft.

Esistono diversi scenari reali in cui la scelta di Linux o il Passaggio a Linux possono essere vantaggiosi e convenienti da un punto di vista strategico ed economico.

Roadmap di tipo “generalista”.

Queste sono le fasi principali di un Passaggio a Linux, prendendo come esempio una tipica situazione di un ambiente collaborativo composto da un piccolo gruppo di persone e di PC connessi in rete (ambiente di tipo SOHO).

Le fasi qui illustrate sono sufficienti per la messa a punto di un sistema informatico di tipo “generalista” basato su Linux, valido sia per uso personale che per un piccolo gruppo di lavoro. Per compiti specifici, come quelli richiesti da particolari attività professionali, va prevista l’installazione e la messa a punto del software specializzato necessario. Vedere in proposito le diverse Soluzioni Personalizzate illustrate.

1.  Studio di fattibilità del Passaggio a Linux

La prima cosa da fare è un’analisi del flusso di lavoro attuale dell’utente, per verificare le sue necessità operative e di dotazione software in funzione del Passaggio a Linux. La versione di Linux che io installo di preferenza è Linux Mint, ma posso installare anche altre versioni per chi ne fa richiesta. La maggiore differenza tra queste versioni è l’ambiente Desktop utilizzato, che di volta in volta può offrire diverse funzionalità e con diversi gradi di complessità. Per chi effettua il passaggio da Microsoft Windows, la versione consigliabile è Linux Mint con l’ambiente Desktop Cinnamon, che garantisce una maggiore somiglianza e familiarità rispetto all’ambiente Desktop che si era abituati ad usare in precedenza. Ma si possono installare anche ambienti Desktop differenti: Linux Mint ad esempio viene distribuito anche in versioni che fanno uso degli ambienti Desktop MATE e Xfce, che sono più “leggeri” in termini di risorse richieste (memoria RAM e memoria video) e consigliabili per computer più datati o di fascia medio-bassa. Chi preferisce l’ambiente Desktop KDE (molto potente e flessibile ma anche più complesso) può installare Linux Kubuntu, una variante di una tra le versioni più affidabili e diffuse di Linux: Ubuntu (su cui è basato anche Linux Mint).

2.  Test di migrazione su un singolo PC della rete

Si procede all’installazione di Linux e della relativa dotazione software su un singolo PC del gruppo di lavoro, per svolgere la fase preliminare di test in modo integrato con il flusso di lavoro generale. Questa fase è importante per isolare e risolvere eventuali problemi di integrazione che potrebbero sorgere con Linux, soprattutto il funzionamento delle periferiche come stampanti, scanner e simili: una volta isolati e risolti gli eventuali problemi nel PC di test, sarà poi facile e veloce replicare le soluzioni adottate in tutti i PC del gruppo di lavoro. L’ operatore del PC di test, sperimentando il Passaggio a Linux in prima persona, sarà poi anche in grado di svolgere alcune semplici funzioni di istruttore nei confronti degli altri membri del gruppo di lavoro.

Per chi lo preferisce, posso installare Linux sul PC di test nella modalità cosiddetta di dual-boot, nella quale Linux viene installato a fianco del sistema operativo precedente, consentendo l’utilizzo di entrambi. Questa configurazione può facilitare la fase di testing, senza intaccare in alcun modo l’integrazione del PC di test con gli altri PC del gruppo di lavoro. Le installazioni in dual-boot sono possibili sia in computer basati su Microsoft Windows sia in computer di marca Apple (macOS).

3.  Navigazione Internet: Firefox & Chrome

In ambiente Linux viene installato per default il browser web Mozilla Firefox: è un ottimo browser, molto diffuso e sempre mantenuto aggiornato, anche dal punto di vista della sicurezza. Io installo a parte anche la versione per Linux di Google Chrome, non inclusa nel pacchetto base di installazione di Linux, per rendere possibile l’uso alternativo di questo secondo browser, per chi lo preferisce o è abituato ad usarlo.

Il browser web di Google può essere installato in Linux sia nella versione “proprietaria” (Google Chrome), che è quella più diffusa, sia nella versione specificamente “open-source”, denominata Chromium. La versione “proprietaria” è quella ben conosciuta da tutti coloro che sono già abituati ad usare Google Chrome nei sistemi Windows o Apple macOS. La versione “open-source”, riconoscibile da una diversa colorazione dell’icona dell’applicazione, è sostanzialmente identica nelle sue funzionalità, con alcune differenze: Chromium ad esempio non dispone di una versione incorporata di Adobe Flash Player, come fa Google Chrome (PepperFlashPlayer), ma, se lo si desidera, può essere configurato per usare la versione di Adobe Flash Player installata di default in Linux ed usata anche da Mozilla Firefox. Date le numerose falle di sicurezza di Adobe Flash Player, questa “mancanza” di Chromium mi sembra più un vantaggio che uno svantaggio. Personalmente infatti consiglio sempre di mantenere disattivato Adobe Flash Player nei propri browser, impostando eventualmente come “eccezioni” solo i singoli siti web di nostro interesse che richiedano il plugin Flash: Chromium consente facilmente di fare questo tipo di impostazioni.

4.  Posta Elettronica: Thunderbird & Evolution

In Linux Mint “Cinnamon” si trova già installato per default Mozilla Thunderbird come programma predefinito per la posta elettronica. È l’equivalente in ambito open-source di Microsoft Outlook. Si tratta di un programma di gestione della posta elettronica di livello professionale, con molte funzioni avanzate: gestione di account multipli, filtri automatici per lo spam, azioni automatiche per organizzare la posta in cartelle tematiche o per fare il backup dei messaggi. Inoltre Thunderbird, come i browser Mozilla Firefox e Google Chrome, consente l’installazione di Estensioni, moduli software che aggiungono all’applicazione nuove funzionalità, come ad es. la gestione dell’importazione ed esportazione dei messaggi, la gestione delle notifiche, il riordino delle cartelle degli account di posta, e molto altro.

In alternativa a Thunderbird, si può installare Evolution, un altro programma di gestione della posta elettronica molto efficace e simile a Microsoft Outlook.

Quando è possibile, io imposto tutti gli account di posta elettronica degli utenti secondo il protocollo IMAP (alternativa al diffuso ma obsoleto protocollo POP) per rendere possibile la sincronizzazione automatica della propria posta indipendentemente dal dispositivo utilizzato (computer, tablet o smartphone).

5.  Pacchetto gestionale da ufficio: LibreOffice

LibreOffice è l’equivalente di Microsoft Office in ambito open-source, e si trova già preinstallato in tutte le maggiori versioni di Linux, compreso Linux Mint. Viene anche usato nelle versioni compatibili sia con Microsoft Windows che con l’Apple macOS come alternativa gratuita a Microsoft Office su questi sistemi. LibreOffice contiene tutti i moduli più comuni e utilizzati in ambito Office: Writer (equivalente di Microsoft Word), Calc (equivalente di Excel) e Impress (equivalente di PowerPoint). Sono compresi anche altri moduli molto utili, come Draw (equivalente di Microsoft Publisher) e Base (equivalente di Microsoft Access). LibreOffice è compatibile con tutti i formati di documenti utilizzati da Microsoft Office, anche se usa un suo formato specifico, quello di Open Document.

Durante la fase preliminare di test è importante accertare che LibreOffice sia compatibile in modo ottimale con la dotazione di documenti che ereditiamo, cioè che abbiamo creato e gestito con il sistema operativo precedente. Nel caso di Microsoft Windows, se abbiamo usato abitualmente Microsoft Office, questa dotazione documentale comprenderà un gran numero di documenti nei formati di Microsoft Word (.doc e .docx), di Excel (.xls e .xlsx) e altri. LibreOffice può sia aprire che salvare questi formati di documenti di MS Office, in modo del tutto trasparente, quindi tecnicamente la compatibilità è garantita. Ma è necessario qualche accorgimento in più per garantire che questi documenti siano trasferiti in ambiente Linux senza fastidiose alterazioni, ad esempio nelle formattazioni di pagina, le tabelle ed altri elementi di formattazione avanzata. In ambiente Linux per default non si trovano installati i font (set di caratteri) tipici dei sistemi Windows (Arial, Georgia, Times New Roman, ecc.): questi font possono essere comunque installati a parte, del tutto gratuitamente, con una procedura semplice e veloce. Nel caso in cui alcuni font dei documenti originali non fossero disponibili in Linux, ad es. per motivi di Copyright, con LibreOffice è possibile impostare una tabella di conversione automatica dei font originali nei font open-source che sono corrispondenti dal punto di vista metrico (dimensioni, crenatura, ecc.), in modo da preservare inalterate le caratteristiche di formattazione del documento. Per fare un esempio, i font Microsoft Calibri e Cambria non sono disponibili in Linux, ma LibreOffice dispone già nell’installazione di base di due font corrispondenti dal punto di vista metrico, Carlito e Caladea, che possono essere usati come font di sostituzione automatica, risolvendo tutti i problemi di formattazione.

6.  Installazione di Linux in tutti i PC della rete

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