Forse non tutti sanno che LibreOffice dispone anche di un’ottima funzionalità che consente di collegarsi direttamente ad una serie di servizi Cloud, accedendo ai documenti remoti in lettura/scrittura e potendo quindi aprirli e modificarli direttamente all’interno dei vari programmi di LibreOffice, esattamente come se si trattasse di documenti registrati in locale sul nostro computer.

Uno dei più noti ed usati servizi Cloud gratuiti è quello offerto da Google Drive: ma i documenti creati all’interno di Google Drive vengono creati in un formato nativo che può essere utilizzato solo dalle applicazioni di Google (Google Documenti, Fogli e Presentazioni), anche se può poi essere convertito ed esportato in altri formati.

Se però nel nostro lavoro utilizziamo su base regolare il formato nativo di LibreOffice, quello di Open Document (che è compatibile con una varietà di applicazioni, come ad esempio Microsoft Office) potremmo trovare assai più comodo conservare, sul nostro spazio Cloud di Google Drive, i nostri documenti nel formato nativo di LibreOffice.

Le applicazioni native di Google Drive non consentono di modificare direttamente i documenti di LibreOffice nel loro formato nativo: se ad esempio apriamo un documento di testo creato con LibreOffice (formato .odt) usando l’applicazione Google Documenti, questa ne crea una copia nel suo formato nativo (.gdoc), lasciando l’originale intatto. La copia è molto fedele all’originale ma viene poi convertita automaticamente nel formato nativo di Microsoft Word (.docx) al momento del download da remoto a locale. LibreOffice ci consente però di evitare questo labirinto di formati diversi e di lavorare in modo più comodo ed efficiente, accedendo direttamente ai documenti remoti su Google Drive ed aprendoli e modificandoli nel loro formato nativo di Open Document, come se si trattasse di documenti locali.

Nel menù File di LibreOffice si trova il comando “Apri file remoto…” che ci consente di accedere direttamente ai nostri documenti sulla piattaforma Cloud. Questo comando apre la finestra seguente1:

In questa finestra, nel campo “Servizio:” appare automaticamente selezionato l’ultimo servizio Cloud che abbiamo utilizzato e, se non abbiamo memorizzato la password di accesso in LibreOffice, questa ci viene richiesta per accedere immediatamente al servizio.

Per impostare un nuovo servizio Cloud da utilizzare dobbiamo fare clic sul pulsante “Aggiungi servizio” in alto a destra: si aprirà una nuova finestra nella quale selezionare il servizio Cloud desiderato. Continuando con l’esempio di Google Drive di cui sopra, la finestra apparirà nel seguente modo:

Nei campi Utente e Password andremo a digitare le credenziali di accesso al nostro Google Drive (le stesse del nostro account Google personale o di lavoro): possiamo scegliere di memorizzarle permanentemente così LibreOffice non ce le chiederà le volte successive. Nel campo “Etichetta” possiamo inserire un nome personalizzato per il nostro servizio Cloud che lo descriva in un modo meno generico.

LibreOffice a questo punto effettuerà l’accesso diretto al nostro Google Drive, mostrandone il contenuto in una finestra come la seguente:

Come si vede, si tratta di una finestra di Apertura File di tipo standard, che ci permette di interagire con il contenuto del nostro Google Drive esattamente come se fosse una cartella registrata in locale sul nostro PC. Una finestra molto simile a questa viene aperta con il comando File → Salva file remoto…, che ci consente di registrare sul nostro Google Drive un nuovo documento appena creato.

Questa comoda funzionalità incorporata di LibreOffice ci permette tranquillamente di fare a meno della apposita applicazione per Google Drive, che crea una cartella locale sul nostro PC automaticamente sincronizzata con il contenuto del server remoto. L’applicazione Google Drive sviluppata da Google è disponibile al momento solo per i sistemi Windows e Apple macOS ma non per Linux. Ma, come abbiamo visto, LibreOffice ci viene egregiamente in soccorso.


In alcuni sistemi Linux, può capitare che il tentativo di impostare il servizio Cloud di Google Drive generi un errore di connessione. Questo accade quando la versione di LibreOffice che stiamo usando non corrisponde esattamente alla versione più recente disponibile sul sito del produttore. LibreOffice è incluso di default in quasi tutte le versioni di Linux, ma a volte non nella versione più aggiornata.

Nel caso in cui si incorra nell’errore di cui sopra, la soluzione è molto semplice e consiste nel rimuovere la versione di LibreOffice che è installata sul nostro sistema e quindi scaricare ed installare la versione più recente dal sito del produttore.

Per completezza di informazione, inserisco qui le istruzioni dettagliate per questo tipo di procedura, che interesserà solo quelli che hanno avuto problemi nell’impostazione del servizio Cloud di Google Drive in LibreOffice. La procedura richiede l’utilizzo del Terminale, uno strumento in genere destinato agli utilizzatori esperti, ma che può essere usato anche da persone non esperte, a patto che seguano attentamente le istruzioni fornite da fonti affidabili di informazione (come la presente2).

La prima cosa da fare è scaricare l’ultima versione di LibreOffice per Linux dal sito dei produttori del software. È consigliabile scaricare l’ultima versione di LibreOffice denominata Still e non quella denominata Fresh. La versione Fresh è quella più recente in assoluto ma è destinata agli utilizzatori esperti dato che può contenere “bachi” ed imperfezioni non ancora risolti. Per tutti gli altri utilizzatori, sia a livello personale che professionale, la versione consigliata è quella Still (la versione “stabile”). Le versioni di LibreOffice per Linux sono di due tipi e si distinguono in base all’estensione dei rispettivi files di installazione: la versione contenuta in files di tipo .rpm è destinata alla famiglia di sistemi Linux basata su Red Hat, mentre la versione che fa uso di files .deb è destinata alla famiglia Linux basata su Debian, che comprende ad es. Ubuntu. Linux Mint fa anch’esso parte di quest’ultima famiglia e necessita dei files di installazione di tipo .deb. Inoltre esistono diverse versioni di LibreOffice adatte per PC con processore a 64 bit (x64) oppure a 32 bit (x86): i computer recenti hanno da tempo adottato l’architettura a 64 bit e solo i modelli più vecchi utilizzano CPU a 32 bit. LibreOffice, come Linux nel suo complesso, è comunque un ottimo strumento per rivitalizzare e rimettere al lavoro in modo produttivo anche un vecchio PC, se lo si desidera.

Assieme al pacchetto di installazione di LibreOffice sarà necessario scaricare anche il pacchetto di installazione della lingua italiana, dato che per default LibreOffice per Linux è distribuito nella versione inglese. Se lo si desidera, si può anche installare il pacchetto di installazione del Sistema di Aiuto Offline, che mette a disposizione le pagine di aiuto anche quando si è disconnessi da Internet (un’eventualità sempre più rara).

Questi diversi pacchetti di installazione vengono scaricati come un unico file compresso con doppia estensione .tar.gz, che una volta scaricati possono essere decompressi con un semplice doppio clic sul file. Dopo la decompressione, comparirà una cartella contenente i files di installazione di LibreOffice: i files con estensione .deb che ci servono sono contenuti in una sottocartella denominata sempre “DEBS”.

A questo punto possiamo lanciare il Terminale e cominciare il lavoro vero e proprio.

Le operazioni che andremo a fare con il Terminale richiedono i privilegi di Amministratore del sistema, ottenibili con lo speciale comando sudo: se il nostro account utente è di tipo Amministratore, non dobbiamo fare altro che inserire la nostra password personale quando ci viene richiesta, se invece il nostro account è di tipo Standard, allora dobbiamo conoscere una password di Amministratore per poterla inserire, oppure far eseguire l’intera operazione a chi dispone di questo tipo di password.

La prima cosa da fare è rimuovere dal sistema la vecchia versione di LibreOffice che andremo a sostituire con la nuova. Ci serve conoscere l’esatto numero di versione della versione di LibreOffice attualmente installata sul nostro sistema: selezionando dal menù Aiuto → Informazioni su LibreOffice apparirà una finestra come la seguente:

Prendiamo nota dei primi due numeri di versione, che in questo caso sono “5.4”. A questo punto potremo digitare nel Terminale il comando di rimozione di LibreOffice, nel modo seguente:

sudo apt-get remove --purge libreoffice5.4*

tenendo presente che i numeri di versione nella stringa libreoffice5.4* devono corrispondere esattamente a quelli indicati nella finestra di Informazioni di cui sopra (ad esempio, nel caso in cui la nostra versione di LibreOffice fosse stata la “5.3”, avremmo dovuto digitare nel Terminale la stringa libreoffice5.3*. Importante: non dimenticare l’asterisco finale!).

Eseguire il comando appena digitato premendo il tasto A capo che usiamo normalmente nei documenti di testo: il Terminale ci chiederà di inserire una password di Amministratore. Digitiamo la nostra password facendo attenzione, dato che per motivi di sicurezza il Terminale non mostrerà i caratteri della password che stiamo inserendo. Una volta inserita la password, premere nuovamente il tasto A capo: a questo punto il Terminale eseguirà il comando di cui sopra. Attendere che il comando di disinstallazione venga eseguito completamente: al termine riapparirà il prompt con il cursore pronto per inserire eventuali nuovi comandi.

Per installare la nuova versione di LibreOffice che abbiamo già scaricato dal sito del produttore, servono solo due ulteriori comandi: il primo ci serve per spostarci all’interno della directory (cartella) contenente i files di tipo .deb da installare: digitiamo nel Terminale semplicemente il comando seguente, seguito da uno spazio:

cd

Quindi trasciniamo sulla finestra del Terminale la cartella “DEBS” contenente i file di installazione di LibreOffice, come nell’animazione seguente (fare clic per avviarla):

Questa operazione copia nel Terminale, subito dopo il comando cd (che significa “Change Directory”), il percorso della cartella “DEBS” che abbiamo appena trascinato: con il tasto A capo eseguiamo il comando che ci sposterà all’interno della cartella “DEBS”.

A questo punto eseguiamo il comando di installazione vero e proprio che è il seguente:

sudo dpkg -i *.deb

LibreOffice verrà installato sul sistema. Per installare i due pacchetti aggiuntivi, quello della lingua italiana (necessario) e quello del Sistema degli Aiuti Offline (facoltativo), ripetere la procedura che fa uso dei due comandi già visti (cd e dpkg) con le cartelle “DEBS” dei rispettivi pacchetti di installazione.


1   Le illustrazioni qui utilizzate sono tratte dalla versione di Linux Mint che fa uso dell’ambiente Desktop Cinnamon. Per chi fa uso di ambienti Desktop differenti, come MATE o KDE, l’aspetto grafico delle finestre sarà leggermente diverso e in armonia con lo stile grafico dello specifico ambiente Desktop. Ma le funzioni restano le stesse.  

2   Quando definisco i miei articoli di informatica “fonti affidabili di informazione”, intendo semplicemente dire che tutte le soluzioni e le procedure illustrate sono sempre il frutto di esperienza pratica diretta e sono state da me sperimentate e verificate più volte.  

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